stamattina ho chiuso tutti i sogni nella mia valigia rossa…
ho chiuso i tetti e le azulejos nella mia valigia rossa con le ruote….
sono tornata alla pasteleria del Belèm….
volevo assaporare ancora una volta le pasteis de nata….
ne ho mangiate due…tre…forse mille…
avida, avida, con le lacrime agli occhi di chi sa che sta tornando per affrontare una guerra…..
le ho assaporate fregandomene dello zucchero che cadeva sulla mia t shirt dei ramones….
la mia t shirt stretta sui miei jeans scoloriti e le converse nere…..
la torre del Belèm…
Vasco De Gama è partito da qui….bene anche io parto da qui….alla conquista del mio nuovo io….IO maiuscolo…
riparto da qui…
appena finita la cura per i miei fianchi e la mia pancia mi sono seduta per terra , imbrattata di zucchero come una bambina dell’elementare…
ho acceso una marlboro, una marlboro rossa….
si , fumo più pesante…
smembrare il prorpio io e ricomporlo richiede una dose di nicotina giornaliera di un certo tipo….
ho osservato come una barbona la gente che passava, ho respirato ancora una volta quell’aria di libertà del non capire, del non sentire…
sono una persona curiosa…e sentire la gente che parla in italiano mi porta a farmi una buona dose di cavoli loro…ascoltando senza che nessuno mi abbia invitato a farlo…facendomi una personale opinione su tutto, anche sulla gente che non conosco, anche se non me lo hanno chiesto, anche se a saperlo mi direbbero “ma fatti un chilo di cazzi tuoi!!!!!”….
ma io sono così…..
amo inventare storie….
una volta sono stata ore in piazza municipio ad osservare la gente che partiva con le navi…solo per capire …solo per provare a leggere nei loro volti , se partivano, se scappavano, se cercavano qualcosa o qualcuno….
ci sono posti dove adoro osservare la gente…gli aeroporti…le sale d’aspetto…le stazioni…i corridoi dell’università….
a volte vado all’università solo per vedere le facce degli studenti…l’allegria dei vent’anni…l’allegria del vivere fuori casa….il sapore ormai per me dimenticato dei libri sotto il braccio, degli appunti scambiati , del sedersi per terra e fumare insieme parlando di voti…
la contestazione di quei tempi…ero membro del movimento studentesco di sinistra….e lottavamo , lottavamo eccome….la facoltà di lettere. …più sciarpe rosse che altro….Gabriel no….nel movimento opposto al mio…
ovviamente!!!
siamo mai stati dalla stessa parte?
a parte l’amore per Dante forse no….
forse no….
forse mai escludendo il nostro tatuaggio uguale…questo tatuaggio che si vede dal bordo dei miei jeans….questo tatuaggio che nessuno comprende….solo noi….solo io e lui….
si direi allora che in un caso siamo stati dalla stessa parte….prima di inziare a fare brandelli di noi…per dar da mangiare ai randagi sotto casa…
non mi rendo conto che è tardissimo , devo scappare…..la cenere mi cade dalla sigaretta…ho dimenticato di fumarla, di aspirarla , di godermela…persa nei pensieri….corro con la mia valigia rossa e chiamo un taxi….una bottiglia di jinja nella mia borsa di pelle da postino con il disegno vintage della vespa….
“sembrerò alcolizzata…..”
sto andando verso l’aeroporto…saluto il Tago dal finestrino dietro grossi occhiali neri….
non voglio tornare è l’unica cosa che penso, ma devo….
devo affrontare la mia vita a muso duro, guardarla in faccia e darle uno schiaffo….
per quello che mi ha fatto…per quello che le ho fatto…per quello che ho fatto a me stessa….
devo tornare….
con un bagaglio di parole e sogni e musica….
con la voglia di ritornare qui tra i quartieri di Lisbona…
Gabriel se ne farà una ragione?
e di cosa deve farsi una ragione se io non sono un suo problema?
milioni di pensieri affollavano la sua mente mentre ripercorreva velocemente quelle strade in taxi, erano passati 23 giorni dalla sua partenza dall’aeroporto di napoli, di nascosto, in fretta e furia, come una ladra, come una che scappa , da cosa poi….
una ladra, una rifugiata politica…
“l’idea della rifugiata politica è fascinosa…devo metterla nel mio libro….”
correva quel taxi…volava quasi come l’aereo della tap che l’aspettava….pensò al salto ne vuoto della mail di Gabriel…
non aveva ancora compreso cosa volesse dirle….
“ermetico…maledetto Ungaretti moderno….”
lei amava giocare con le parole….lui le pesava, le misurava, le usava poco, centellinate, lo stretto necessario….
“poche scarne e piene di significato!!!!non come te , duemila parole al secondo…cosa pensi veramente di quello che dici?te lo ricordi tutto quello che esce dalla tua bocca?”
“…..”
ogni volta che ricordava le loro conversazioni le prendeva un tremore nervoso alla gamba destra e una voglia matta di fumare….o forse solo di prendere la testa di Gabriel e metterla sotto il getto d’acqua gelata…per rinfrescargli i pensieri e ricordargli che le corde vocali sua mamma le aveva fattte per consentirgli l’uso di una cosa chiamata
“PAROLA”
“ripeti con me Gabriel , su…
PA-RO-LA…..PA-RO-LA!!!!!”
“fanculo Erìka!!!!!”
“come sei volgare con la tua maestra…suvvia ripetiamo insieme e poi scriviamo nel quaderno a righe della smemo PAROLA!!!!Viola pure tu…tutti insiem…PAROOOOOLAA….”
finiva sempre con una bevuta e risata generale …. Erìka e Viola che scherzavamo e Gabriel che alla fine si lasciava coinvolgere urlando che erano delle civette, sorseggiando la sua birra ghiacciata…o il suo bicchiere di bianco di nera…
ma erano mai stati della stessa fazione?anche in quei mometi divertiti e divertenti?
mai….
ah si , eccetto il famoso tatuaggio…una sfida…forse…
volavano i suoi pensieri sul taxi,la lunga strada verso casa…. preparò discorsi che non avrebbe fatto, prese tra le mani un coraggio che avrebbe perso…voleva dire al tassista di farle perdere l’aereo…aveva paura…lo avrebbe compreso?l’avrebbe aiutata?
23 giorni…23 mesi…23 minuti…23 secondi…..23 anni quando si era laureata e aveva lasciato l’altare mollando tutti…e soprattutto lui….
giorno 23 il primo in cui fece l’amore con Gabriel ….
ora gli anni erano 29 ma quel numero 23 non smetteva di perseguitarla….
“23 vaffanculo…”
arrivata a destinazione si mise le cuffie del suo i pod con ben harper al volume che una qualsiasi persona con timpani sani avrebbe mal sopportato, solo che i suoi erano collaudati per i volumi alti, non ascoltava mai musica sussurrata..doveva cogliere gli strumenti…il basso in particolare…
…si sedette all’aeroporto e iniziò ad osservare la gente perdendosi…..tramusica e pensieri…tra valigia rossa e jinja…
Gabriel , Viola e il 23 erano solo un ricordo….eppure era da loro che stava tornando…..
É só isso
Não tem mais jeito
Acabou, boa sorte
Não tenho o que dizer
São só palavras
E o que eu sinto
Não mudará
Tudo o que quer me dar
É demais
É pesado
Não há paz
Tudo o que quer de mim
Irreais
Expectativas
Desleais
That’s it
There is no way
It over, Good luck
I have nothing left to say
It’s only words
And what I feel
Won’t change
Tudo o que quer me dar / Everything you want to give me
É demais / It´s too much
É pesado/ It’s heavy
Não há paz / There is no peace
Tudo o que quer de mim / All you want from me
Irreais / Isn´t real
Expectativas / Expectations
Desleais
Mesmo, se segure
Quero que se cure
Dessa pessoa
Que o aconselha
Há um desencontro
Veja por esse ponto
Há tantas pessoas especiais
Now even if you hold yourself
I want you to get cured
From this person
Who poisoned you
There is a disconnection
See through this point of view
There are so many special people in the world
So many special people in the world
In the world
All you want
All you want
Tudo o que quer me dar / Everything you want to give me
É demais / It´s too much
É pesado / It’s heavy
Não há paz / There is no peace
Tudo o que quer de mim / All you want from me
Irreais/ Isn’t real
Expectativas / Expectations
Desleais
Now were Falling into the night
Um bom encontro é de dois…