[ 36 mesi netti....di viaggio.....che poi 36 è solo un numero....forse....o io sono solo un numero?]
…che poi ci sono certi momenti in cui odi pure il respiro del vento…e ti da fastidio nonostante tu abbia sempre detto di essere “VENTO”…come quella canzone dei negrita….nella quale ti sei identificata un sacco di volte…quando vento tu sarai e pioggia arriverai….
solo che ogni tanto le lacrime del cielo e il respiro del mondo ti infastidiscono e preferiresti una sola grande apnea….fino a quando le guance diventano rosse rosse come fuoco….
ma poi guardi fuori dalla finestra, osservi la tua immagine mandata indietro dal vetro doppio e capisci che la sola apnea di cui sei capace è quella dei sentimenti….
che li hai lasciati lì…senza respirare..sperando che venissero colti da morte per mancanza di ossigeno….
e sono mesi ormai che vivi qui…fuori da quella finestra vedi sempre la stessa strada, il solito albero con le foglie che cambiano colore in base alla stagione e che adesso è rinsecchito quasi quanto il tuo cuore, la solita signora anziana con il cane che abbaia ad ogni passante, con quell’impermeabile giallo che la fa somigliare a quel pescatore dei cartoni animati giapponesi…
apri le persiane ogni matina sperando che Viola o Gabriel ti trovino lì…in questo paese straniero dove sei arrivata senza capire il perchè…..in fuga, come un film americano, senza lasciare traccia…pensavi non fosse possible ma lo hai fatto….senza rimpianti, non visibili almeno, non evidenti, almeno….forse…
….cantando rearviewmirror a ripetizione….cantando quella canzone dello specchietto retrovisore…che il better man ti suggeriva di intonare quella notte di novembre…quando lo specchietto retrovisore ti sembrava l’unica salvezza….quando vedere tutto che si allontanava così velocemente , fino a diventare piccolissimo, fino a non distinguerne più il contorno , ti dava quella sensazione di pace che mai più avresti sentito…
ma invece c’è la signora in giallo, il suo stupido cane e il solito albero…
e non c’è più il tuo mare…non qui….
bevi questo nescafè bollente e rimpiangi il tuo illy stretto stretto…nero nero….nella tazzina con la mucca…con quel suo profumo che riempiva la casa…
ti avvolgi nella tua felpa con quella bandiera cucita dietro….arancio , bianco e verde….guardi allo specchio l’arpa dorata cucita proprio dove sta il cuore….
“dove sta il cuore?”
torni al tuo pc….intravedi un file con una scritta…”23 mesi 23 giorni”, quel file che di solito ignori, che fingi di non vedere…ma che ora è lì e ti bussa sullo schermo del pc…pare abbia qualcosa da dirti
…tasto destro…elimina…
lo pensi ma non lo farai mai…
“elimina…”
23 mesi 23 giorni…
“cestino”
non serve….
“se esistesse un tasto elimina nella vita reale sarebbe tutto più semplice….”
torni a scrivere di musica…scrivi un pezzo sui blur e la memoria ti fa brutti scherzi…era il primo anno di convivenza con Viola e Gabriel quando comprasti quel disco…
e la musica si confonde con il ricordo… e ti ricordi…di quelle tazze di camomilla mentre studiavi per i primi esami, dell’arroganza di quel tempo, dell’euforia, del senso di onnipotenza, del sentirsi invincibili…e di quell’anello che avevi desiderato tanto ma non vedevi già più con gli stessi occhi…
perchè avevi già gli occhi di Gabriel addosso….e il mondo aveva smesso di girare…o almeno aveva iniziato a girare solo attorno a lui…il resto era nullo…solo che tu non lo sapevi…perchè ti sentivi invincibile…
ricordi quel tatuaggio….alzi la felpa…lo guardi…contorno blu scuro….una mezza luna…una stella….si guardano e si sorridono…
“è ancora qui…”
pensavi sparisse da solo?
“si”
ricordi benissimo quel giorno come fosse ieri…quando lui te lo chiese….
pensai che mai nessuno mi aveva detto nulla di così bello…. un anello lo togli….un fiore appassisce….un regalo lo perdi….ma un tatuaggio non va mai via….è indelebile….è un segno forte….
ricordo ancora quando mi chiesero il significato….
“nulla di importante..”dissi….
perchè?
perchè era il nostro segreto…e mai lo avrei rivelato….
ora è diverso…
nessuno me lo chiede perchè è nascosto…in fondo lo si vede solo quando sono in costume…
ma se me lo chiedessero cosa direi?
ci penso ogni giorno….prima o poi qualcuno lo vedrà…cosa dirò?
“dirò che è un sogno….”
“dirò che è un angelo…”
“dirò che è il mio peggior incubo…”
“dirò che è un errore…”
“dirò che era una scommessa..”
“dirò che sono turca…”
torno a scrivere di musica….ascolto john lennon…jealous guy…peggioro la mia situazione…
apro quel file…23 mesi 23 giorni…aggiungo solo una cosa….lo giuro….solo due righe prima della scritta “the end”
non ce la posso fare, chiudo il pc…..metto i primi jeans che trovo e le mie converse con i disegni di andy warhol…lascio su gli occhiali neri , i miei capelli spettinati ormai quasi biondi…accendo la mia solita marlboro rossa, rigorosamente morbida, chiudo la porta e via…per le strade di questa città…e mi avvio verso puerta del sol…nella speranza di trovare pace….
(perchè le donne cambiano colore di capelli per dimenticare?tu lo sai stardust?
no Erìka non lo so…ma pare che lavando via il colore si lavino anche i ricordi…
beh forse dovevo fare un risciacquo e pure un prelavaggio…..
forse è solo un modo di dire… )
il tatuaggio? potresti dire che è una delle tante parti della tua vita, alcune ormai scoperte, molte altre tutte da scoprire e vivere…
….ottima idea….
me lo chiedo spesso anch ‘io come mai mi rovino i capelli quando si rovina tutto il resto… e così, l’ unica cosa buona rimasta fa la stessa fine…
mi permetto di copiare quello che ho letto grazie ad un amico…che qui ci sta tutto….
“Non incolpare nessuno, non ti lamentare mai di niente né di nessuno perché fondamentalmente tu hai fatto ciò che volevi della tua vita. Accetta la difficoltà di costruire te stesso; e il valore di incominciare a correggerti. Il trionfo del vero uomo nasce dalle ceneri del suo errore. Non ti lamentare mai della tua solitudine o del tuo destino, affrontali con coraggio e accettali in una maniera o nell’altra: sono il risultato delle tue azioni e prova del fatto che tu devi sempre vincere. Non ti amareggiare del tuo fallimento e non accusare nessun’altro per ciò che ti accade, accettati ora o continuerai a giustificarti come un bambino. Ricorda: qualsiasi momento è buono per cominciare e nessuna persona è così terribile da dover essere buttata via; non dimenticare che la causa del tuo presente è il tuo passato così come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente. Impara dagli audaci, dai forti, da chi non accetta le situazioni, da chi vivrà nonostante tutto; pensa meno ai tuoi problemi: senza eliminarli, moriranno. Impara a rinascere dal dolore e ad essere più grande del più grande degli ostacoli. Guardati nello specchio di te stesso e sarai libero e forte, e smetterai di essere una vittima delle circostanze perché tu stesso sei il tuo destino. Alzati, guarda il sole di mattina e respira la luce dell’alba. Tu sei parte della forza della tua vita.
Ora svegliati, lotta, cammina, deciditi e trionferai nella vita; non pensare mai al destino perché il destino è il pretesto dei falliti. (Pablo Neruda)”
È tutto come in un film. Un film triste dove la protagonista ha un chilo di speranza in una tasca e nell’altra lievito.
ps/
Quando qualcuno vedrà il tatuaggio, probabilmente starà osservando chi lo porta, e non si chiederà che cavolo significa, ma penserà a come lo sculetta bene.
Ciao….ho visto il tuo commento sul blog…..!Sono curioso di sapere come mi hai trovato….!Cmq grazie e complimenti anche a te…..le tue riflessioni sono molto profonde…..!Leggendo questo post ho letto che sei partita…….
……e mi ricordo che anchio sarei andato volentieri in un altro paese per cercarmi…..non so perché non l’ho fatto veramente…!Potrei scrivere motivi che sarebbero scuse,e sarei ancora qui comunque……!
Scusa se ho divagato…é che leggendoti é tornato a galla un sentimento che avevo messo da parte…….complimenti ancora…..!
@ian….e chissà che non lo diventi un film….che ne pensi????
…eheheheh….quindi dici che non mi chiederanno il significato?????
@lele…non divaghi tranquillo…anzi…quando vuoi…scrivi pure…io ci sono e ascolto….
perché no, star, il nome da attrice già ce l’hai, scrive sai scrivere, metti su la sceneggiatura e vola a hollywood.
Userò la frase di un grande: “Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è. Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te”
….passata una certa ora,
quando il quotidiano comincia finalmente a diventare solo un ricordo,
quando nessun telefono più suona,
quando non si sente più nulla fuori dalla finestra, tanto che apprezzi l’unico rumore della macchina che lava le strade,
quando sai che non può comunque capitare più niente,
quando quel che dovevi dire l’hai detto, e quel che ti dovevano dire…
solo allora, finalmente, puoi passare di qui, a casa di star,
in un posto che sembra fatto apposta,
in un posto dove leggi cose apparentemente strane, ma che, altrettanto stranamente, ti accorgi di capire meglio di tante altre,
quasi che qui il mondo giri alla rovescia, ma che in fondo, ti accorgi essere il verso giusto,
dove ti senti a tuo agio, quasi in pace, come se fossero non persone ma questo stesso posto a conoscerti,
dove nessuno fa domande, ma che, stranamente, ti spinge a darti delle risposte, quelle risposte che cerchi di non darti preferendo non saperle, risposte che poi, puntualmente, rimuovi la mattina dopo, si, perché di giorno pesano, pesano troppo rispetto alla notte,
quasi che questo fosse l’unico momento in cui puoi realmente pensare, puoi realmente chiederti il perché di cose su cui troppo spesso preferisci sorvolare,
si, da qui ne esci spesso anche un po’ confuso, magari turbato, a tratti triste, perché qui non ti sei fatto riguardi, ti sei guardato dentro e giudicato senza remore,
ma perché, in fondo, sai che almeno qui puoi darti risposte sincere, perché sai che domani non ci penserai, perché sei in uno di quei posti che …”tanto di giorno non c’è”
e quel tatuaggio…
se qualcuno ti chiedesse, penso che siano tante le cose che si potrebbero dire perché un tatuaggio può nascondere più parole di un libro, a volte si dice “è stata una sciocchezza”, ma in quel momento sicuramente non lo era e non può certo diventarlo poi, un tatuaggio può nascondere un amore, magari poi diventato sofferenza, e ricorda che potrà capitare ancora, magari ci ricorda di stare attenti, o, perché no, di fregarcene, o forse la fine di qualcosa, per poi magari diventare il simbolo di un nuovo inizio, magari ci ricorda solo di aver vissuto,
se qualcuno ti chiedesse, più semplicemente, puoi dirgli …cazzi miei… e continuare a vivere nonostante tutto.
un amico
Un giorno, spero non lontano, quel doppio vetro così suggestivo rifletterà un’immagine completamente diversa.
Quella del sospiro che segue l’apnea.
Quella vera.
Quella che ogni persona, in certi momenti della sua vita. teme non esista più.
Peggio.
Teme non sia mai esistita.
E’ come quando fai a gara per chi resta più a lungo sottacqua.
Vorresti tornare a galla solo quando la fine sta per prenderti.
Ma basta smettere di contare.
E di colpo tutta quella sofferenza,
Non ha più senso.
Se non tieni il conto,
Appare finalmente per ciò che è.
Solo una stupida gara tra bambini.
Ma non si può restare bambini per sempre.
E quelli che l’hanno fatto,
Hanno perso qualcosa di meraviglioso ed orrendo.
La vita.
Quella a galla.
Ciao, Star..
@ian…grazie per l’award…..grazie mille!!!!
proverò a mandare una sceneggiatura a qualcuno allora….vediamo che ne viene fuori….dici che avrebbe successo??????
@corradino…tu mi lasci sempre senza parole……grazie….per tutte le belle cose che hai scritto….e felicissima, onorata, di essere , con le mie parole e con le storie di Erìka , un rifugio dal quotidiano…..una fuga….un momento intenso anche senon sempre felice….
@wolf…
come sempre trovi le parole giuste….al momento giusto….
prima o poi riprenderò fiato…..
prima o poi Erìka riprenderà fiato…..