La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto…..
[ 36 mesi netti....di viaggio.....che poi 36 è solo un numero....forse....o io sono solo un numero?]
…che poi ci sono certi momenti in cui odi pure il respiro del vento…e ti da fastidio nonostante tu abbia sempre detto di essere “VENTO”…come quella canzone dei negrita….nella quale ti sei identificata un sacco di volte…quando vento tu sarai e pioggia arriverai….
solo che ogni tanto le lacrime del cielo e il respiro del mondo ti infastidiscono e preferiresti una sola grande apnea….fino a quando le guance diventano rosse rosse come fuoco….
ma poi guardi fuori dalla finestra, osservi la tua immagine mandata indietro dal vetro doppio e capisci che la sola apnea di cui sei capace è quella dei sentimenti….
che li hai lasciati lì…senza respirare..sperando che venissero colti da morte per mancanza di ossigeno….
e sono mesi ormai che vivi qui…fuori da quella finestra vedi sempre la stessa strada, il solito albero con le foglie che cambiano colore in base alla stagione e che adesso è rinsecchito quasi quanto il tuo cuore, la solita signora anziana con il cane che abbaia ad ogni passante, con quell’impermeabile giallo che la fa somigliare a quel pescatore dei cartoni animati giapponesi…
apri le persiane ogni matina sperando che Viola o Gabriel ti trovino lì…in questo paese straniero dove sei arrivata senza capire il perchè…..in fuga, come un film americano, senza lasciare traccia…pensavi non fosse possible ma lo hai fatto….senza rimpianti, non visibili almeno, non evidenti, almeno….forse…
….cantando rearviewmirror a ripetizione….cantando quella canzone dello specchietto retrovisore…che il better man ti suggeriva di intonare quella notte di novembre…quando lo specchietto retrovisore ti sembrava l’unica salvezza….quando vedere tutto che si allontanava così velocemente , fino a diventare piccolissimo, fino a non distinguerne più il contorno , ti dava quella sensazione di pace che mai più avresti sentito…
ma invece c’è la signora in giallo, il suo stupido cane e il solito albero…
e non c’è più il tuo mare…non qui….
bevi questo nescafè bollente e rimpiangi il tuo illy stretto stretto…nero nero….nella tazzina con la mucca…con quel suo profumo che riempiva la casa…
ti avvolgi nella tua felpa con quella bandiera cucita dietro….arancio , bianco e verde….guardi allo specchio l’arpa dorata cucita proprio dove sta il cuore….
“dove sta il cuore?”
torni al tuo pc….intravedi un file con una scritta…”23 mesi 23 giorni”, quel file che di solito ignori, che fingi di non vedere…ma che ora è lì e ti bussa sullo schermo del pc…pare abbia qualcosa da dirti
…tasto destro…elimina…
lo pensi ma non lo farai mai…
“elimina…”
23 mesi 23 giorni…
“cestino”
non serve….
“se esistesse un tasto elimina nella vita reale sarebbe tutto più semplice….”
torni a scrivere di musica…scrivi un pezzo sui blur e la memoria ti fa brutti scherzi…era il primo anno di convivenza con Viola e Gabriel quando comprasti quel disco…
e la musica si confonde con il ricordo… e ti ricordi…di quelle tazze di camomilla mentre studiavi per i primi esami, dell’arroganza di quel tempo, dell’euforia, del senso di onnipotenza, del sentirsi invincibili…e di quell’anello che avevi desiderato tanto ma non vedevi già più con gli stessi occhi…
perchè avevi già gli occhi di Gabriel addosso….e il mondo aveva smesso di girare…o almeno aveva iniziato a girare solo attorno a lui…il resto era nullo…solo che tu non lo sapevi…perchè ti sentivi invincibile…
ricordi quel tatuaggio….alzi la felpa…lo guardi…contorno blu scuro….una mezza luna…una stella….si guardano e si sorridono…
“è ancora qui…”
pensavi sparisse da solo?
“si”
ricordi benissimo quel giorno come fosse ieri…quando lui te lo chiese….
pensai che mai nessuno mi aveva detto nulla di così bello…. un anello lo togli….un fiore appassisce….un regalo lo perdi….ma un tatuaggio non va mai via….è indelebile….è un segno forte….
ricordo ancora quando mi chiesero il significato….
“nulla di importante..”dissi….
perchè?
perchè era il nostro segreto…e mai lo avrei rivelato….
ora è diverso…
nessuno me lo chiede perchè è nascosto…in fondo lo si vede solo quando sono in costume…
ma se me lo chiedessero cosa direi?
ci penso ogni giorno….prima o poi qualcuno lo vedrà…cosa dirò?
“dirò che è un sogno….”
“dirò che è un angelo…”
“dirò che è il mio peggior incubo…”
“dirò che è un errore…”
“dirò che era una scommessa..”
“dirò che sono turca…”
torno a scrivere di musica….ascolto john lennon…jealous guy…peggioro la mia situazione…
apro quel file…23 mesi 23 giorni…aggiungo solo una cosa….lo giuro….solo due righe prima della scritta “the end”
non ce la posso fare, chiudo il pc…..metto i primi jeans che trovo e le mie converse con i disegni di andy warhol…lascio su gli occhiali neri , i miei capelli spettinati ormai quasi biondi…accendo la mia solita marlboro rossa, rigorosamente morbida, chiudo la porta e via…per le strade di questa città…e mi avvio verso puerta del sol…nella speranza di trovare pace….
(perchè le donne cambiano colore di capelli per dimenticare?tu lo sai stardust?
no Erìka non lo so…ma pare che lavando via il colore si lavino anche i ricordi…
beh forse dovevo fare un risciacquo e pure un prelavaggio…..
…so che non dovrei scriverti perchèho deciso di andarmene via…lontano…lontano….ma prima di tutto il resto eri una persona importante, nel bene o nel male…
il resto è venuto dopo e forse era solo “sbagliato”…ma c’era…e non posso e non potevo farci nulla…
puoi vincere le guerre ma mai i sentimenti…non quelli veri…
eri un sacco di cose insieme ed eri niente…
perchè forse io sarò instabile emotivamente, come tu mi accusi di essere, ma tu non sei meno di me sai?non lo sei mai stato…
ma il tutto e niente era forse quello che mi piaceva di più…
lo sapevo che mi volevi bene…lo sapevo davvero…
forse ho sbagliato…ma so di non aver mentito…e questo mi basta…
se la verità era uno sbaglio avrei sbagliato altre cento , mille volte…
ti scrivo solo perchè ho sentito questa nuova canzone di jovanotti…
che mi ha fatto ricordare delle cose che ti dicevo sempre, spesso…
te le scrivevo…te le dicevo…te le urlavo…te le cantavo…te le sussurravo….
è come se avessero fatto musica del mio vecchio pensiero, di allora….
come se avessero musicato i miei discorsi con te…i miei sms per te…le mie vecchie preoccupazioni per te…
perchè ascoltarla mi ha fatto pensare a quelle volte che ti dicevo “non sei solo…”
sola ero io….come lo sono sempre stata…
non lo eri tu e spero che tu non lo sia mai…
volevo solo che leggessi questo testo , di questa canzone…perchè è bello, e perchè è ritagliato su conversazioni vecchie di cento anni di due che si volevano bene…
il potere della parola e della musica , per me rimane il vero, solo ed unico potere di cui è dotato l’uomo…
capace anche di aprire i cassetti della memoria e farti ridere in una fredda notte d’inverno…ridere e sorridere…
quando hai sonno, fuori ci sono pochi gradi, hai il nuovo libro di benni sul comodino e la fedele bottiglia di coca cola vicina….ma ti esplode quel sorriso naturale sul viso…a sentire certe parole musicate…..sorriso che diventa presto risata a pensare che forse qualcuno quel libro lo scriverà prima di te…
è che ho solo voglia di ridere adesso….e mi è venuta questa strana voglia ascoltando ripetutamente queste parole che mi hanno fatto vedere un vecchio film…con il potere della mente…un film in bianco e nero…con due attori muti…sbiaditi…e dei titoli di coda troppo corti….
scriverei per ore…ma devo andare…
ore….
ma devo andare…
“Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città un film straniero senza sottotitoli una pentola che cuoce pezzi di dialoghi come stai quanto costa che ore sono che succede che si dice chi ci crede e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi e una musica che pompa sangue nelle vene e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
Stardust : Erìka tu mi hai presa in giro…io volevo raccontare una bella storia….volevo raccontare di sentimenti veri….di cuore , di petto, di vibrazione, di sangue che scorre caldo, di tachicardia che arriva, di gambe che tremano…
Volevo raccontare i brividi, il sudare freddo in certi momenti….volevo che la gente leggesse tra le righe di un amore-non amore, ma comunque un sentimento vero…..
Volevo raccontare di due trentenni a cui batte il cuore come se fossero ancora al liceo….di gente che si emoziona…che crede nel potere di uno sguardo, di un profumo…
Di due ragazzini che si accarezzano la pelle e sognano…e vedono le stelle in camera come se fossero su un prato o sulla sabbia….
Mi hai mentito….
Questo volevo raccontare….
E tu invece mi hai raccontato una storia che sembrava essere così ma invece era una comune storia di trentenni moderni che si prendono in giro….
Erìka: no Stardust….io giuro ci credevo…Gabriel sembrava così vero…così diverso….così intelligente…così fuori dal comune….non potevo pensare che fosse come tutti gli altri….se lo avessi saputo non ti avrei mai chiamata a sentire la mia storia….
Stardust : così tu sostieni di averci creduto e di non aver capito….e come hai fatto a non capire?non conosci l’uomo?
Come hai potuto permettere che ti affettasse il cuore per poi cucinarlo per pranzo offrendolo in pasto alla prossima preda?
Come hai potuto consentire che il tuo sangue rosso cardinale venisse versato in una coppa di cristallo?
Dov’eri tu in quei momenti?
Dov’era l’essenza di te?
Erìka : ……..
Stardust: cosa ne sarà di te adesso?
Erìka (accenna un sorriso, accende una sigaretta, butta giù un bicchiere liscio di j&b) : Di me?di quella condannata senza mai figli senza più voglie?
Cosa ne sarà di me?
Me lo chiedo spesso sai…
Me lo chiedo la mattina…quando mi alzo in questa casa nuova e loro non ci sono più…non c’è più Gabriel e non c’è più Viola….
Me lo chiedo quando esco dal portone e non sento più l’odore del mio mare….
Me lo chiedo quando lavoro troppo solo per non pensare e scrivo articoli su articoli….
Il lavoro va alla grande sai?
È la medicina migliore quando non hai più pulsione alcuna….di nessun genere….quando qualcuno ha spento la candela, il fuoco , l’incendio…..
Non ho pubblicato il mio libro ma sono un critico musicale adesso per una rivista importante..ed era quello che volevo…ed è quello che mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto scappare….
Ma che fine farò me lo chiedo spesso….
Quando ricevo un mazzo di fiori e lo butto nel cestino….
Quando vedo due occhi sognanti di fronte a me e penso “povero illuso”
Quando ascolto david bowie a tutto volume mentre scrivo la notte….
Cosa ne sarà di me?
Non lo so …vuoi scrivere una storia anche su questo?
Prima o poi ti chiederanno chi sono realmente e tu non potrai tirarti indietro….
Stardust: non lo farò….non sono il tipo….io passo attraverso le porte chiuse…non ho paura di niente…neanche di ammettere la verità….
Erìka: è stata la paura della verità che mi ha condotto qui adesso…
Perché se fossi scappata prima, se lo avessi detto prima , se mi fossi guardata bene dentro…allora si avrei potuto dire di essere senza paura…ho avuto paura….e pago il prezzo della mia paura…
Stupida….
Maledetta stupida….
Stardust: non dire così…tu eri vera….
Erìka : vera? No vera è troppo poco….io ero io nella mia essenza più profonda e reale….
Io ero io come mai lo sono stata , mai con nessuno e nessuna….amici, amori, famiglia…nessuno ha visto tanto di me….nessuno sa tanto di me…
Io ero io…..e ho sbagliato ad essere me…ad essere così…
E proprio perché il mio io , sconosciuto , indifeso, impaurito, mi faceva terrore….l’ho tenuto nascosto , tanto da sembrare poco lucida…tanto da dover sopportare accuse infondate, accuse di follia…di instabilità…amarezze senza senso…
Solo perché tutto questo nuovo di me….non lo riconoscevo e non mi sembrava potesse appartenermi…
Ero confusa….ma sentivo forte dentro qualcosa…
L’ho presa così, com’era…senza capire ancora cosa fosse davvero….l’ho impacchettata, ho perso tempo perché volevo qualcosa che facesse scena…
Quella carta dorata…così brillante…
Quella scatola rossa…c’era del polistirolo dentro…..ho colorato di rosso anche quello….
Ho messo lì, posizionato nel centro, il mio cuore….
Strappato con violenza dal centro del petto, ancora pulsante, ancora sanguinante…
Ho chiuso la scatola e ho lasciato la ferita aperta sul mio petto…non ho voluto richiuderla….ho preferito perdere tutto quel sangue fino quasi a morire….
Ho fatto un bel fiocco, blu….
Blu….rosso e dorato…..
“sembrerà una bomba” mi sono detta…..
Pulsava, pulsava e pulsava…..
Non si fermava mai….cazzo mai….
Ed io ero sempre più debole, la scatola iniziava a pesare, io ero sempre più pallida…..
Avevo freddo…
Fumavo anche con il petto squarciato…
Sentivo le note di man and woman…
“è la peggiore canzone degli u2…”
Mi rimbombavano in testa queste parole, non erano mie, non la pensavo così….
Mi veniva quasi da ridere…ma avevo troppo freddo e non sentivo più le gambe….
Ero davanti la sua porta….in tempo per lasciare il pacco per terra…sul parquet….prima che esplodesse….o prima che smettesse definitivamente di battere…
Stavo morendo…e non lo sapevo….
Stavo morendo….
E non lo capivo….
Stardust : perché hai voluto che raccontassi questa storia?
Mi hai fatto illudere che ancora esistesse qualcosa di vero in questo mondo….io che scettica figlia della ragione avevo smesso di credere già da bambina….
Erìka: perché?mi chiedi perché?
No Stardust….tu non sai nulla ancora….
Non chiedermi e non chiedere…..
Non chiedere mai….
Non elemosinare mai amore e non chiedere mai il perché delle azioni degli altri….
Sei una cantastorie no?
Allora non chiedere e racconta soltanto la mia storia….
Non chiedere….e farmi tornare a vivere….
Stardust : ………
Metto su electrical storm….preparo un the alla vaniglia….
Accendo il camino…
“Riscaldati Erìka….”
Ti ascolterò…finchè vorrai…..
Hai un buco nero sul petto….da cui sembra vedersi la luce dell’infinito….da cui sembrano arrivare raggi caldi e luminosi….ma non mi fai paura….no…non mi fai paura….anche così….con questa ferita spaventosa….questa ferita sembra nascondere qualcosa di più di un semplice dolore….
Voglio scoprirlo…voglio sentirlo…voglio vederlo….
Se il cielo si apre
Ci deve essere un modo di tornare
Ad amare e solo amare…
Let’s see colours that have never been seen Let’s go places no one else has been…
e non lo farò perchè mipiace che la gente legga di sogni…di realtà parallele…che pensi che la gente non è stabile solo perchè sensibile….che la gente legga e comprenda dalle parole chi ci sta dietro Erìka…chi ci sta dietro questa storia….
che dalle mail che mi mandate ho ben capito che voi lo sapete…..che voi che sapete guardare oltre piuttosto che tessere le vostre lodi spargendo fango sul prossimo, approfittando del prossimo, lo avete capito e compreso….
voi sensibili come me o semplicemente instabili come me….
che non vi auguro mai di incontrare chi confonde il giorno con la notte….chi non capisce e pensa di aver capito tutto ….
queste parole le lascio qui come lucido ricordo di una mente particolare, fragile e sensibile, colorata come poche ma che veste in nero integrale….colorata come un arcobaleno , come una primavera, ma notturna come un vampiro, come un pipistrello…
la lascio qui come un elogio di lucida follia….come quel libro di Erasmo Da Rotterdam che a Stardust piace tanto….
Quanto poi all’accusa di spirito mordace, rispondo che si è sempre concessa agli scrittori la libertà d’esercitare impunemente la satira sul comune comportamento degli uomini, purché non diventasse attacco rabbioso….
In primo luogo osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se, infatti, secondo la definizione stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell’uomo molta più passione che ragione: press’a poco nella proporzione di mezz’oncia ad un asse. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l’ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre. Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i princìpi morali; ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finché lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta.
Tuttavia, poiché l’uomo, nato per far fronte agli affari, doveva ricevere in dote un po’ più di un’oncia di ragione, Giove, per provvedere debitamente, mi convocò perché lo consigliassi, come su tutto il resto, anche a questo proposito; e il mio pronto consiglio fu degno di me: affiancare all’uomo la donna, animale, sì, stolto e sciocco, ma deliziosamente spassoso, che nella convivenza addolcisce con un pizzico di follia la malinconica gravità del temperamento maschile. Platone, infatti, quando sembra in dubbio circa la collocazione della donna, se fra gli animali razionali o fra i bruti, vuole solo sottolineare la straordinaria follia di questo sesso. E, se per caso una donna vuole passare per saggia, ottiene solo di essere due volte folle, come se uno volesse, contro ogni ragionevole proposito, portare un bue in palestra. Infatti raddoppia il suo difetto chi, distorcendo la propria natura, assume sembianza virtuosa. Come, secondo il proverbio greco, la scimmia è sempre una scimmia, anche se si ammanta di porpora, così la donna è sempre una donna, cioè folle, comunque si mascheri….
Dimentica di me stessa, ho passato da un pezzo i limiti. Tuttavia, se vi pare che il discorso abbia peccato di petulanza e prolissità, pensate che chi parla è la Follia, e che è donna. Ricordate però il detto greco: “spesso anche un pazzo parla a proposito”; a meno che non riteniate che il proverbio non possa estendersi alle donne.
Vedo che aspettate una conclusione: ma siete proprio scemi, se credete che dopo essermi abbandonata ad un simile profluvio di chiacchiere, io mi ricordi ancora di ciò che ho detto. Un vecchio proverbio dice: “Odio il convitato che ha buona memoria”. Oggi ce n’è un altro: “Odio l’ascoltatore che ricorda”. Perciò addio! Applaudite, bevete, vivete, famosissimi iniziati alla Follia.
cercavo solo di respirare il suo profumo inutile mentire….
ma a Viola dirò che stavo solo cercando una foto…una foto che mi serve per il libro….una foto di mare…una foto d’agosto…. di una nostra vacanza insieme….tutti e tre insieme…
ma io so che cercavo il suo profumo…solo quello….
ho aperto l’armadio….ho odorato una sua camicia….e Dixan….quella donna di facili costumi…quella rossa come fuoco, tenutaria del bordello di lusso con i suoi orecchini, grandi cerchi d’oro, con le sue mani lunghe e sinuose che ti accompagnano verso quelle camere dove si consuma veloce l’amore fisico, solo quello….è diventata una fata….
occhi blu…mani affusolate da pianista , pianista di sogni….
suonali tutti i miei sogni stasera….non risparmiarne neanche uno….
voglio ascoltare ogni singola nota….voglio che mi scorra nelle vene….voglio sentirla pulsare attraverso le mie tempie…
la distanza può fare miracoli….e farmi amare odori…suoni e colori..
distanza…
e così , con la mente persa nei miei soliti pensieri, ho trovato una busta…
mentre respiravo forte quell’odore…
una busta…
era proprio lì…sulla scrivania che oggi è vuota…
una piccola busta…
carta riciclata…una piccola margherita in basso a destra……inchiostro nero in gel….
grafia incerta da bambino…
c’era scritto “per te”….
l’attesa a volte è più bella della sorpresa….
ho continuato a respirare forte…come se stessi facendo yoga…
ma stavo solo respirando….stavo respirando te….anche se non ci sei….
così ho deciso di indugiare, di non leggere subito…
ho preso un cuscino azzurro….
ho acceso un incenso al profumo di sandalo…
una candela rossa….
ho messo su la musica che preferisco….
ho chiuso la finestra….
mi sono seduta sul divano….ho incrociato le gambe…
le mie gambe senza calze anche se fa freddo…
stretta in mano quella busta….
Non l’ho aperta….
Stretta tra le mani…
“dove sei?”
l’ho sgualcita come fossero le tue mani nelle mie…
“sono qui….”
Sgualcita e stropicciata come la tua camicia, come la mia maglietta dei ramones…quando i sensi non possono aspettare…
“ti voglio..”
quando le parole non servono e bastano gli occhi….quando facciamo l’amore in silenzio, sopra i nostri vestiti, che abbiamo tolto come se fossero gabbie…
“guardami”
abbiamo liberato i nostri corpi da quei lembi di stoffa…inutili…perché la nostra pelle basta…perché la nostra pelle è una sola., come la nostra anima.…
“ascoltala…”
incuranti…di Viola che forse può sentirci….
“prendimi…ora…”
E ridiamo su quelle pieghe…dei nostri vestiti…quando dobbiamo uscire in fretta e ricomporci subito….
“c’è gente”
….e non c’è il tempo di toglierle…egli odori sono ormai confusi…e decidiamo di portarceli addosso i segni della passione…anche se forse qualcuno se ne può accorgere…
“è tardi”
Quando l’odore mi rimane addosso….
“succhiami l’anima….”
Quando la candela si è consumata e noi siamo ancora lì…
“shhhhhh”
Le tue dita sulla mia bocca…non vuoi che dica nulla….
“non rovinarlo…”
Il mio sorriso…e un morso sul collo…
“è senza nome”
Il tuo sorriso….
“è senza storia…”
Quando ci addormentiamo…nudi…e Viola lo sa…e sorride….sospirando che non cambieremo mai…
“shhhhh…..”
È ancora stretta qui tra le mie mani….
Forse la sto rovinando….
Forse non ho coraggio…
“fallo”
Forse voglio solo immaginare cosa ci possa essere scritto…ma non voglio leggerlo…
“lo sai già…”
Mi alzo…piedi nudi….
Guardo fuori….
Il golfo di Napoli mi regala un arcobaleno di luci notturne…e una nave in lontananza…
Una nave….quanta gente che va via….
“dove sei…”
Quelle luci…il mare nero…calmo…e le luci che si riflettono…
“ora ti sento….ora ti vedo….”
Apro la nostra dispensa, cerco del buon vino…trovo solo un bianco…mi accontento….
Violento quel tappo di sughero…il tappo che mi separa dall’anestesia…
“mi renderai felice?”
Suona e urla un pezzo dei Marlene kuntz…mentre verso il vino…riempio il bicchiere fino all’orlo…
“non lo so…non lo sei già?”
Il bicchiere è largo….panciuto….con lo stelo lungo…
“è da vino rosso….”
Direbbe che è da vino rosso….lo so già…
Fisso la busta mentre sorseggio, odio il vino bianco, ma la mia testa è già più leggera…
Fisso la busta…come ad aspettare…come se potesse da un momento all’altro aprirsi come uno scrigno…
“devi farlo tu…”
C’è magia….una forza strana dentro la stanza…o forse è solo il vino….
L’incenso sta per consumarsi….
Due passi mi separano dal divano….
Piedi nudi…
“adoro quando cammini scalza in inverno…”
Apro la busta…
Un foglio..
La tua grafia…
La sua grafia…
“scrivi come un bambino….”
“non sono bravo con le parole…ma c’è chi lo è…e ti dedico le sue parole…perché possano tenerti compagnia mentre non ci sono…..
Hai il cuore pulito
come appena nevicato,
ma caldo e forte
come un cavallo imbizzarrito
che ti fa capace di arrabbiarti
poi subito di calmarti
e che di amarmi
non ha mai dubitato.
E amo il tuo sapore
di fragole e di panna
d’estate, d’erba appena calpestata.
Hai gli occhi verdi come il mare
di un atollo tropicale
aperti come il cielo delle praterie,
occhi senza male
che non san nasconder niente
nemmeno quanto
tu sia intelligente.
Perché sei una donna,
ma anche un vero uomo,
un’amica, un socio,
a volte un maggiordomo,
perché giochi tutti i ruoli
ma ti piaci in uno solo,
quello di donna
con vicino il suo uomo.
A presto…non piangere…
Gabriel.”
La conosco bene questa canzone…
Ma la rileggo….
La conosco bene…
..tanto bene da sapere quali parti ha sapientemente omesso….
Ma l’emozione mi coglie lo stesso….
Perché conosco bene il motivo di quella omissione….
Conosco bene…
“è senza nome”
E conosco la ragione…
“è senza storia”
Di quella omissione , voluta con precisione chirurgica…ricercata..e che solo io posso comprendere..
“sfugge da qualsiasi schema…”
Io lo so…
“solo noi possiamo capire…”
E così…
Finisco il mio vino….
Guardo ancora fuori da quella finestra…la nave è ormai lontana….con tutti i suoi passeggeri…
Accendo il mio mac….
Continuo a scrivere il mio libro…
Ma prima….
Devo dirgli che ho capito…
“solo tu puoi….sei donna…”
Devo dirgli che no, non piango, non piangerò…
“sono qui…ancora…mi vedi?”
Posta inviata…..
“Io ti proteggerò
oh sì ti stringerò
e mai niente ti farà del male.
Io ti accarezzerò
e poi ti cullerò
per farti addormentare.
E ti canterò canzoni
di forti emozioni
quando fuori tuona il temporale.
E sempre ti sussurrerò
quelle dolci parole
che so ti fanno stare bene.
Erìka”
Il suo odore è troppo forte…come se fosse qui….
Il vino mi fa quasi girare la testa…ho un vortice di pensieri che mi avvolge….
Fisso il soffitto azzurro….
Fisso il poster di una mostra di Warhol…
Fisso il soffitto….
Fisso di nuovo il poster…
E il soffitto…
E il poster…
Mi addormento con il mac acceso…sopra il cuscino blu….con una canzone di Finardi per te…ancora una volta…
Mi addormento sul nostro divano….sul divano che ci ha accolto tante, troppe volte…
Sento il tuo profumo…forte…lo sento addosso….sul mio seno…sul mio collo….
“abbracciami…”
Viola la trova così….sul divano…spegne tutto….le mette una coperta addosso….soffia sulla candela….le da un bacio sulla fronte…
“notte Gabriel..” sussurra Erìka…
Sorride Viola…finisce il vino che è rimasto nella bottiglia…
Guarda fuori…le luci sono poche ormai….ma si riflettono sul mare…come piccole stelle di un nuovo cielo….